Un ex agente di polizia penitenziaria, oggi in pensione, è stato assolto dopo un processo durato otto anni. L’uomo era stato accusato nel 2017 di peculato per essersi appropriato di 24 bottiglie di olio d’oliva, dal valore complessivo di circa 60 euro, destinate ai pasti dei detenuti del carcere dell’Arginone, dove lavorava come assistente capo.
Una contestazione che, pur trattandosi di un importo minimo, assumeva grande rilevanza giuridica perché coinvolgeva un pubblico ufficiale.
Dopo un primo proscioglimento ottenuto nel 2020, la Corte d’Appello di Bologna ha confermato la totale estraneità ai fatti, ribadendo l’assenza di prove di un’appropriazione indebita.
La vicenda si conclude così con una piena assoluzione.
L’avvocato difensore, Denis Lovison, ha commentato sottolineando come questa sentenza restituisca dignità, immagine e decoro a un uomo che ha dedicato quarant’anni della sua vita al servizio della polizia penitenziaria, con serietà e dedizione. Dopo anni di accuse e di udienze, l’ex agente potrà finalmente godersi la sua pensione e lasciarsi alle spalle un’odissea giudiziaria durata troppo a lungo.


