L’episodio è avvenuto a Jolanda di Savoia e ha come protagonista un uomo di 45 anni, originario della provincia di Napoli. La vicenda prende avvio da una truffa del falso carabiniere ai danni di un pensionato del paese. L’anziano aveva ricevuto una telefonata da un sedicente capitano dei carabinieri che lo metteva in guardia da presunti furti nella zona, convincendolo a collaborare per mettere al sicuro i propri beni.
Poco dopo, il 45enne si è presentato nell’abitazione della vittima, fingendosi un militare incaricato di un controllo. Con questo stratagemma è riuscito a farsi consegnare gioielli in oro (quattro catenine, un collier e un bracciale).
La truffa è stata però scoperta all’arrivo del figlio dell’anziano, che ha cercato di fermare l’uomo. Ne è nata una colluttazione, durante la quale il 45enne ha spintonato e fatto cadere a terra il figlio, trasformando di fatto la truffa in una rapina.
Nel tentativo di fuggire, l’uomo ha compiuto un gesto estremo: ha saltato da una finestra a circa sette metri di altezza. Nonostante la caduta, è riuscito inizialmente ad allontanarsi, ma i carabinieri, allertati nel frattempo, lo hanno rintracciato poco dopo. Al momento dell’arresto ha opposto una forte resistenza, ferendo a una gamba uno dei militari intervenuti.
La refurtiva è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari. Il procedimento giudiziario si è concluso con una condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per rapina, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Il pubblico ministero aveva chiesto una pena più severa, pari a sei anni.
Nel processo l’anziano, il figlio e il militare ferito si sono costituiti parte civile, assistiti dall’avvocato Denis Lovison.


